giovedì 9 luglio 2020

Dopo tanta pena sopportata nel tuo sofferto silenzio, finalmente sei entrato nell'orizzonte che da tempo sognavi e dove abitavano i tuoi ricordi di ragazzo che amava il cielo, il vento e il mare. Nei pomeriggi della tua lunga malattia abbiamo parlato di tutto: del dinghy e degli amici di questa barca meravigliosa in primis. Ricordi sì, ma poi sempre più sogni e illusioni. Ritornare in acqua, magari tra le boe con i nostri amici della vela, compagni di passioni e competitori nelle regate e nel vento.
Fino all'inizio della chiusura per il contagio discutevamo delle nuove regole per la partenza, specialmente del tuo modo di partire di "rincorsa" come nel Palio di Siena per non intrupparti tra i rifiuti degli altri. Parlavamo dei nostri compagni e della malattia del carissimo Giorgio Pizzarello; nota a noi, ma non divulgata. Una preoccupazione sotterranea che poi la sua morte ha svelato senza che ci potessimo abbracciare e condividere il dolore del lutto.
Adesso sei giunto tu su questo tristissimo traguardo. Con Bernardo, Massimo, con Yan, l'altro Giorgio e poi Alberto e la cara Francesca non sapevamo se era meglio sperare in un tuo ulteriore ritardo, ovvero in un arrivo un po' più rapido per non soffrire ancora.
Ai primi di marzo, ricordo, mi dicesti: "Ho resistito per oltre quattro anni di vita che ho vissuto per merito dei medici, della scienza e dell'organizzazione sanitaria; ringrazio tutti, ma adesso non ce la faccio più. Sono stanco". Come se combattere ancora non avesse più senso, ma questo non lo hai detto e so che hai combattuto ancora fino a quando nuovamente ti si poteva venire a trovare. Ma era troppo tardi ormai, tu avevi accettato amaramente la sorte e ti sei concentrato sull'ultimo bordo che ti restava da percorrere e l'hai voluto fare da solo; non volevi distrarti in nuove conversazioni ormai inutili.
In questi ultimi mesi avevi riordinato i tuoi ricordi: i più recenti e poi via, via mettendo in primo piano quelli più antichi della famiglia, della giovinezza, delle ragazze dell'estate e del mare. Eri pronto e pochi giorni fa l'ho capito quando svegliandoti dal torpore dei farmaci mi hai guardato e mi hai ripetuto le stesse parole che avevi detto a tua sorella e alle nipoti. Con voce debolissima e sforzandoti per farti capire mi hai detto: "Voglio stare solo" e poi con un gesto della mano hai salutato. Era l'ultima volta e così ho ripensato alla volta precedente di due giorni prima quando facendomi forza e ricordando che più volte mi avevi chiesto di parlarti di Dio e delle cose spirituali, ti ho domandato se volevi recitare il Padre Nostro seguendo mentalmente le mie parole e lo abbiamo fatto tenendoci stretta la mano. Dalla finestra appena aperta entrava la brezza del ponente romano che spostava lievemente la tenda e da quella stanza anonima che si apprestava ad accogliere la tua solitaria agonia, dalla nostra città, dalla mia empietà si alzava verso il cielo nientemeno che una preghiera. E lo scrivo qui in questo breve articolo di ricordo per dire quante cose nascoste vivono nei nostri animi; quanti sentimenti inconfessati ma veri ci nobilitano al di là della spavalderia di una nostra giovinezza non ancora finita e che il gioco della vela continua a prolungare.
Eravamo alla fine della nostra corsa e, come ho detto, hai voluto correre l'ultimo bordo da solo. Verso il tuo mare; nel vento. Verso l'infinito.
Pio Cerocchi

domenica 24 maggio 2020

il nuovo sito AICD è in lnea


Un sito pulito, di facile consultazione, che regala ampio respiro alle immagini e che oltre a raccontare la storia di questa piccola grande barca ultracentenaria, mette a disposizione degli appassionati tantissimi documenti e una straordinaria gallery fotografica con quasi 17.000 foto.

•Ci sono le copertine dei libri e degli Annuari che raccontano l’attività di una Classe sempre in movimento.
•C’è la raccolta completa degli atti sociali, compresi i verbali di tutte le assemblee tenute dall’Associazione.

•Ci sono le Regole di Costruzione e Stazza e i relativi disegni.

•C’è il registro delle barche stazzate dal 1929 ad oggi munito dei relativi certificati di stazza, specie per i Dinghy 12’ costruiti dal dopoguerra in poi (molti dei certificati precedenti, allora conservati a Genova presso la sede dell’USVI, oggi FIV, andarono perduti a causa dei bombardamenti).

•C’è la raccolta completa della rivista Il Dinghy, pubblicata dal 1980 al 2002 e c’è quella di Dinghy News, arrivato a quota 190, il notiziario on line a cura di Paolo Rastrelli che con passione, competenza e creatività dal 2005 ha documentato da vicino l’attività della Classe in acqua e a terra, senza mai perdere di vista le origini e le radici. 

•C’è un completo Albo d’Oro e c’è la raccolta dei risultati dei circuiti principali che risale fino al 2003.

•C’è naturalmente il calendario agonistico, dell’anno in corso e delle ultime 17 stagioni e, all’interno di ciascuna, bandi di regata, risultati e cronache.

•C’è, nella Sezione dedicata ai Servizi ai Soci, una guida alle regolazioni a cura di Top Gun del Dinghy 12’.

•C’è poi, e questa è la grande novità, una Photo Gallery divisa per anno, e al suo interno per evento, che debutta con quasi 17.000 foto.  Tra gli splendidi autori, professionisti come Carlo Borlenghi, Piergiovanni Carta-PaperNew, Roberto Celi- ForeVel, Luca Franzi, Francesco e Roberta Rastrelli – BluePassion, Fabio Taccola, James Robinson Taylor. Ma anche appassionati della Classe di talento come Leo Azzarini, Maria Elena Balestrieri e Camilla Fabbris.

nuovo sito
Il tutto ideato, curato e pazientemente organizzato dal webmaster Giosi Calabrò.

 

giovedì 14 maggio 2020

Reinhard Schroeder‎ e Giorgio , idee diverse del Dinghy 12’, ma amicizia e stima


Reinhard :   Dinghy 12’ Traduzione

Giorgio Pizzarello ci ha lasciato - una persona meravigliosa, sempre molto disponibile e generosa e felice di trasmettere la sua conoscenza ed esperienza. Era un vero amante del Dinghy 12’. Mi è stato permesso di stare con lui un paio di volte.

 Ci mancherà, ma continueremo a portare il suo spirito nel nostro cuore.

 Reinhard
 
 

mercoledì 13 maggio 2020

12footnews: Giorgio Pizzarello

12footnews: Giorgio Pizzarello: Giorgio Pizzarello is overleden. Ik heb vaak tegen hem gezeild en met hem samengewerkt om het zeilen in de 12voetsjol op een hoger plan te ...

Giorgio e Pieter due grandi del Dinghy 12' avversari ma amici


  Giorgio e Pieter  due grandi del Dinghy 12' avversari ma amici
2 ore fa
Pubblicato, da Pieter Bleeker Olanda traduzione

Giorgio Pizzarello è morto. Ho spesso navigato contro di lui e lavorato con lui per prendere la vela nel concerto 12ft al livello successivo. Una persona speciale, bei ricordi. Nell'articolo del mio collega italiano Stefano Tolotti (Flotta Romana) è descritto in dettaglio. Tutti i membri della famiglia desideravano molta forza e soprattutto Paola Martinelli. Nella foto superiore Giorgio e Paola sulla terrazza della KWVL, dopo che l'avevo convinto a partecipare al Campionato Olandese. La foto in basso è stata scattata nel 2008, dopo una gara di vela nel Golfo di Napoli. Sull'acqua e nelle discussioni sulla plastica o lo tuollen di legno sarebbe stato fanatico, ma poi sulla riva eravamo di nuovo amici.
Pieter Bleeker

Giorgio Pizzarello







 

martedì 12 maggio 2020

Dinghy 12' Ricordando Giorgio Pizzarello



Tra gli amici dei dinghy si sapeva che era ammalato, ma tutti abbiamo rispettato il giusto riserbo sino ad oggi con la notizia della sua morte che ci lascia in un grandissimo dolore. Con Giorgio Pizzarello abbiamo perso un grande amico a terra e in acqua, un eccellente timoniere, un uomo generoso nella vita, nella professione e nello sport della vela nel quale la sua famiglia da sempre si è cimentata.

Impossibile dire oggi quante regate abbia vinto, quanti premi e riconoscimenti abbia conquistato. Prima di approdare alla gloriosa classe dei dinghy, Giorgio ha regatato sui Finn, sui J24, sugli Snipe e prima con il padre e il fratello Stefano sul Dragone con il nome della sorella Giada. Ma non si accontentava di partecipare; egli, infatti, amava farsi carico dell’organizzazione della classe e dei circoli che ha frequentato. Per anni è stato Segretario della classe dinghy, ma già prima aveva cercato il rilancio di questa barca sul piano internazionale invitando in Italia olandesi, svizzeri, tedeschi, giapponesi e turchi e andando a regatare da loro nel circuito armando anche un Dinghy 12’ di costruzione Olandese,
Quando a Roma e nel Lazio il dinghy era pressoché scomparso con grande entusiasmo rianimò la classe organizzando Campionati nazionali prima ad Anzio poi nel 2001 a Bracciano che vinse e poi per due volte arrivò secondo), campionati invernali e, soprattutto, la regata intitolata a suo padre Franco, divenuta negli anni un appuntamento nazionale.
Giorgio ha avuto il merito di far approvare   un regolamento   di costruzione e stazza che dopo ben dieci anni di applicazione si è dimostrato validissimo, Dinghy Classici e moderni regatano praticamente a armi pari.
 Giorgio sapevi avverare i sogni, rileggete il suo capolavoro organizzativo dell’anno 2010 un campionato italiano Dinghy 12’ da record   e un suntuoso evento internazionale




Giorgio un inconfondibile stile, lui scendeva in acqua con i calzoni lunghi rigirati sulle caviglie e la camicia bianca. Una particolarità dietro la quale si nascondeva una inimitabile capacità competitiva. Noi della Flotta Romana quando al termine della prova vedevamo la sua vela al bando dopo il traguardo, eravamo contenti perché pensavo che lui, in fondo, aveva vinto anche per noi.
 Giorgio hai avuto il carisma del leader meritando ovunque rispetto e ammirazione anche nella sfortuna. Ciao Giorgio, vinci anche nel cielo. 
Pio Cerocchi e Stefano Tolotti
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Francesca
Non ho mai sentito tanti uomini piangere. Uomini grandi, solidi. Uomini di mare abituati ad affrontare in prima persona vento, onde, buriane, avarie. Giorgio ha prodotto questo. In molti. E ha lasciato un vuoto anche in chi non lo ha incrociato personalmente.
 Sono astemia e non ho mai fatto uso di droghe, ma dalla telefonata di Paola, oggi 12 maggio 2020, una mattina romana col sole caldo  che si affaccia tra le nuvole, i ricordi  continuano a  scorrere veloci e inarrestabili. Sotto forma di espressioni, immagini, confidenze, sogni, progetti, battaglie, giudizi, passioni, messe a punto tecniche, pillole di tattica di regata (anche schizzate su tovagliolini da bar), consigli, cazziate, scontri, riappacificazioni, cure medico/ortopediche, sempre risolutive. Il tutto dispensato con passione, vitalità, signorilità, generosità, amicizia vera, correttezza. Una sequenza praticamente inesauribile. Giorgio, il mio Boss, come lo chiamavo scherzando, mi ha inventata come Segretario della Classe Dinghy in un momento difficile dell’AICD. Ha creduto in me e gliene sono stata sempre grata, e in tutti questi anni – correva allora l’anno 2011- non ho mai mancato di tenerlo aggiornato dei fatti della Classe, anche qualche giorno fa, con gli sviluppi positivi dei rapporti italo/olandesi e con il nuovo sito al quale stiamo lavorando. Così come avevamo condiviso le due regate nazionali, di Coppa Italia e del Trofeo Dinghy Classico che in questo 2020 avrebbero riportato nelle acque della sua Flotta Romana, se non fosse stato per il malefico Coronavirus. 
Per carattere, e origini liguri, non sono di grandi parole. Mi imbarazza. Chiudo quindi qui questo pensiero dedicato a Giorgio, che mi sgorga a poche ore da quando se ne è andato, con un piccolo inventario di parole e flash che mi vengono in mente pensando a lui. Amico, generoso, signore, intelligente, carismatico, intuitivo, attento, profondo, sincero, campione, impulsivo, appassionato, coraggioso, comprensivo,  diretto,  a tratti esplosivo, leale;  colonna, cuore e anima della Flotta Romana; Maestro di vela, ma anche di vita; mai falso; la borsa da medico appoggiata sulla panca del  Dinghy,  mentre sta armando per ultimo perché deve dare i resti a tutti sotto forma di supporto e consigli, se non visita ortopedica al volo; elegante in regata  con la immancabile camicia e braga chiara al posto dei capi “tecnici”; l’appellativo bella giovane, quando ti chiamava al telefono o ti incontrava;  il profumo del suo sigaro al caffè (?) durante la poppa; il creativo modo di chiedere acqua arrivando in  boa alzandosi in piedi e mettendo il timone tra le gambe: “tu, tu, tu e tu, siete ingaggiati, voi altri no…”; l’uso dei punti esclamativi negli scritti; il modo “garbato” (eufemismo) con il quale riprendeva gli ufficiali di regata quando posizionavano male il campo di regata; splendido, il talento come efficace, risolutivo ortopedico, e poi, e poi, e poi …..
Buonissimo vento indimenticabile Giorgio, siamo veramente tanti a volerti bene!!!!!!!


Francesca   e Giorgio


 

 



 
 

sabato 2 maggio 2020

Dinghy 12’ Diplomacy video chiamata tra Francesca e Jaap Wientjes Segretario Twaalfvoetsjollenclub


Questi bizzarri tempi sospesi, che ci vedono da due mesi lontani dai nostri Dinghy, tanto che alcuni hanno supplito dandosi ad accanite  e-regate, hanno prodotto un risultato che  fino a poco tempo fa sembrava lontano: l’avvicinamento  tra la Classe Olandese, il Twaalfvoetsjollenclub, e l’AICD.

Come sappiamo, perché ne avevamo parlato al Campionato di Imperia e al Dinghy Day, a seguito di un periodo internamente complesso, ad aprile 2019 il Twaalfvoetsjollenclub ha eletto un nuovo Consiglio e nominato  Jaap Wientjes  Segretario.

Jaap Wientjes  mi aveva contattata dopo la sua nomina, anche grazie ai buoni uffici di Patricia Surendonk, che frequenta le nostre regate e che in molti conosciamo e apprezziamo. L’idea era di incontrarci  in occasione di una mia trasferta lavorativa ad Amsterdam, poi cancellata a causa del Coronavirus, e comunque al Bombolino, purtroppo  saltato anche quello.

Questa settimana però abbiamo supplito con una costruttiva, piacevole video-chiamata di quasi due ore.

La sintesi, detta con le sue parole, è che “We are all aware of the differences in class rules and specification of the 12ftdinghy. Clearly this may separate us, but there is still a lot more that units us.” ( traduzione: siamo tutti consapevoli delle differenze delle rispettive regole di Classe e specifiche dei Dinghy 12’. Chiaramente ciò può essere elemento di separazione, ma c’è comunque molto di più che ci unisce.”

Partendo da questo presupposto condiviso, e consapevoli - come  confermano  tecnici in entrambi paesi - che gli scafi italiani e olandesi non mostrano differenze significative, neppure nel peso,  mentre sono le manovre, la vela,  le antenne, il materiale degli scafi,  che hanno avuto una evoluzione diversa in Italia e in Olanda, determinata dalle diverse condizioni in cui si regata, siamo  d’accordo entrambi che è irrealistico oggi ipotizzare di convergere su un regolamento unico.

 
C’è però piena intesa sul fatto che questo non toglie che si possa correre insieme per divertimento e avere relazioni amichevoli.
Se i rapporti, come auspichiamo, saranno ristabiliti, ci siamo detti che la prossima stagione ipotizzeremo trasferte reciproche, iniziando per quelle nostre in Olanda, per sensibilità, dai nostri Dinghy 12’ Classici. Ho anche detto che se si presenteranno in gruppo a nostre regate, metteremo in palio un premio anche per il meglio piazzato dei Dinghy di stazza olandese.
                Una precisazione doverosa per chi, come me, ha sofferto degli attacchi al nostro Dinghy da parte della neocostituita  associazione International12 Foot Dinghies, alla quale ho replicato con la  lettera recentemente resa nota. Mi è stato assicurato che l’associazione in questione, non parla a nome della Classe Olandese, il Twaalfvoetsjollenclub, che come noi è la Classe riconosciuta dalla propria Federazione Nazionale.
                Una buona notizia quindi per le nostre Relazioni Internazionali, grazie alla quale in vista della stagione 2021, siamo già al lavoro!
Francesca
Il Vostro Segretario


lunedì 27 aprile 2020

Dinghy 12’,rapporti iinternazionali “Gatte da pelare”


Annullato il Bombolino per “coronavirus” ovviamente non c’è stato l’incontro ma uno scambio di lettere, tra AICD e la neo associazione "The International 12 Foot Dinghy Class Association", con sede in Olanda, ma entità diversa e non collegata al Twaalfvoetsjollenclub olandese, ovvero l’associazione nazionale nostra omologa." 
Inizio messaggio inoltrato:
Da: Francesca Lodigiani
 Oggetto:  Letter to The International 12 Foot Dinghy Class Association, AICD, D12’Classe France, Twaalfvoetsjollenclub
 Data:  23 aprile 2020 13:45:43 CEST
 A:  adm
 Cc:  voorzitter@twaalfvoetsjollenclub.nl, Moneger , info@12footdinghy.org

 
Dear Admiral Hammings,
I hope you are fine in these difficult Coronavirus times.
Thank you for your kind letter and for the introduction to your organization.

Be reassured that the Italian 12’ Dinghy Association does not feel the International 12 Association as a rival and respects its initiatives.

It is true however that many of us are disappointed for what is felt as a disrespectful  smear  campaign against our boats, based on incorrect data. 

I am neither a boat-designer, nor a fluid dynamic  expert, but dinghy sailors that have that background have examined the Towing Test, that is  published on your web site and do not  consider neither valid, nor useful  its results, chiefly  because it is  based on incorrect assumptions in respect of  our Italian 12’Dinghies.

One above all: the weight.

Please note that the first and second Italian 12’ Dinghy, I 1 Pierino and I 2 Lodoletta, have been built by shipyard Depangher in Capodistria, at that time still Italy.  It was the year 1929. Marquise Emilio Reggio had seen the 12’Dinghies compete, as single class,  in the 1928  Amsterdam Olympic Games. He had liked the boat and had bought the designs from IYRU in the UK in order to have it built.

Both Pierino and Lodoletta do still exist.  Pierino is now permanently exposed at the Genoa  Galata Museum and we have its original measurement certificate, since said boat has been with family Reggio until now.

Lodoletta is still racing and has been recently re-measured. It has also passed the “lamboley” test, that is mandatory since 2008 on all 12’ Dinghies,  and the results have been amazingly similar to the ones of modern 12’ Dinghies.

The rule about the  minimum weight of our boats  has remained the same since then: 115 kg , inclusive of rudder with tiller and any floorboards; centreboard excluded.   A number that you find in all official Italian Measurement and Construction Rules that have been published  since  1930  until  today  by  the  Italian Sailing Federation (at that time Unione Società Veliche Italiane on IYRU letterhead).

When in the 80ties my predecessor Bariffi, to save the 12’ Dinghy from decline in Italy, studied with a team of experts the rules for the construction of GPR  and GPR/ Wood 12’ Dinghy, huge attention was posed to create rules  having wooden 12’Dinghies as benchmark,  with the goal of rendering equivalent  the performance of GPR 12’ Dinghies to  that of wooden 12’Dinghies. This  because in my country, since then, and also after the come back of the wooden 12’Dingies in the 2000s, we love to race all together in a single fleet,  in real time, reserving special prices for the first master, the first super-master, the first lady and the first Classic 12’ Dinghy. In some races we have prices also for the first veteran and the first vintage Classic 12’ Dinghy.  We can also proudly say that last September, at the Imperia Italian Championship, with Classic 12’ Dinghies being 16 % of the whole fleet of 76, a Classic 12’Dinghy has been 3rd over all, after fighting  until the last race for the first position over all. 

As Italian Class we believe in transparency. This is why you can find all exiting  measurement certificates of our boats on line, on our web site.

During the 2nd World War, the offices of the Italian Sailing Federation in Genoa were bombed and many measurement certificates, including the ones  regarding  12’ Dinghies of the 30ties, were lost. Luckily some families had kept their copy at home and on our web site you can find also many certificates  from the 1930s and 1940ties . The reported weights are within said parameter.  Pierino, 1929, is 119 kg; Lodoletta, 1929 is 118 kg;  Gimbi, 1943, is 122 kg; Rondine and Nano, 1934, are  both kg 124;  IVAN, 1947, is  kg 117.

A last remark. It is true that a couple of old 12’ Dinghies out of our 2400 have been used as bars or planters, but as  Italian 12’Dinghy  passionate know, this is  an absolute  exception that we take pictures of,  not the rule. Something that, as I am sure  you are aware,  does unluckily happen in all countries. 

Summing up.

We fully respect the initiative of your organization.

We strongly disagree however with the misleading communication your organisation is disseminating  in relation to  the 12 ‘Dinghies built in accordance with the Construction and Measurement rules of AICD-Associazione Italiana Classe Dinghy 12’, operating under the umbrella of the Italian Sailing Federation (once USVI today FIV, member of World Sailing),  that has  jurisdiction  and  has  approved and enforced said Construction and Measurement rules. 

Construction rules that do not differ much from the  rules of the national Dutch 12’ Dinghy Association, in particular as regards the weight of the hull and its connected parts.

The truth in any case  is that boat speed depends not only from the weight of the hull, but also from a number of other items among which  the type of  trimming manoeuvres to optimize the  performance of the sail, the shape and surface of the sail, the antennas, the wave and wind conditions, the number of the crew members.

In the light of the above I sincerely hope that you will remove the misleading material regarding  our 12’ Dinghies  from your website and that the association you chair will reserve the respect to AICD, that AICD  in turn reserves to your and to all 12’ Dinghy communities.

Kind regards, and let’s hope that there will be the opportunity to friendly meet somewhere in the next future, when we will be at last allowed to play with our beloved 12’ Dinghies again.

Francesca Lodigiani

 
Chairman AICD  
Il giorno 16/apr/2020, alle ore 11:40, adm < adm@asb4.com> ha scritto:

  Dear secretary,
 Please find attached a letter by the International 12 Association to the AICD
 On behalf of the International 12 Association
 Bert Hamminga

 

martedì 31 marzo 2020

Dinghy 12', tutti a casa,SailCraftblog una documentata stora della vela agonistica

 

SailCraftblog

 
 
 
 
 

 

Contents

Part 1 – history

1.1  – “The sliding keels that took advantage”: the dawn of the racing centreboarder

1.2 –  “Truly as fast as the wind”: catboats and skimming dishes (minor update 30/9/2016) see also Una Reborn

1.3 –  “A little too marvelous to be real” – the story of the Una boats

1.4 –  The sandbaggers

1.5- The mysterious history of the sharpie (updated 24/8/16)

1.6 –  The raincoat boat bed and the shoe-shine missionary – the story of the sailing canoes, the first high performance centreboarders

1.7 –  “Skidding over the water” – enter the planing hull

1.8 – “We have written too many obituaries of its victims” – the end of the sandbagger

1.9 – “These little clippers” – from rowing boat to racing dinghy

1.10 – “All built and rigged the same” – the invention of the one design class

1.11 – “Racers in every sense of the word” – the Raters

1.12 – “In every respect a sport suited to our sex” – the women who changed small-boat sailing

1.13- The Seawanhaka Cup 

1.14 – “A radical departure” – the scows

1.15 – Introducing the era of nationalism: dinghy sailing in the early 20th century

The era of nationalism explained – sort of

1.16 – “Fox hunting”; Uffa, Avenger and the planing dinghy

1.17 – Thunder, Lightning and the Tali Dogang: the classic  racing dinghy and the trapeze.

1.18 – Classic boats through modern eyes.

1.19 – From Kings to bouncing cats – the British development classes

1.20 – the British local classes

1.21- “A great rage for the type” – the first Australian centreboarders

1.22- Painted boats, varnished ships and yellow dogs – the ancestor of the skiffs part 1

1.23 – The skiffs and dinghies of the east coast

1.24 – Fourteens dominant: the early history of southern and Western australian dinghies.

1.26 – Hard chines and one designs.

1.25 – The myths and legends of the 18 Footers

1.26 – “it would be difficult to improve upon them”- the high performance dinghies of the European lakes

1.27 – The sailing scientists of the Renjollen

1.28 – The German one designs

1.29 – Continental drifting – European dinghies to 1945

1.30 – Tuckups and Hikers – the vanished world of the Delaware dinghies

1.31 – “”Of all models and builds”: US one designs 1890-1920

1.32 – “The dinghy centre of the continent”: Canada’s small boats

1.33 – Moths, gangsters and Samuel Pepy’s bathtub – development classes in America

1.34 – the classic US one designs

1.35 – Growing the silver fern: NZ dinghy sailing to 1950

1.36 – A new world of dinghy sailing- the worldwide dinghy explosion (in preparation)

1.37 – Boomtime

1.38 – Boom Boats.

Boom boats Pt 2- The Rascal and the Resistance – the Vaurien puts France afloat

Boom boats Pt 3- Fishy tales.

Boom boats Pt 4 – Moral panics, juvenile delinquints, and the Optimist.

1.39 – Holt and Moore – designing the boom

1.40 “A diabolically ingenious machine” – the Finn

1.41 – Technology, volunteers and the boomtime.

1.42 “This was considered revolutionary” – the Flying Dutchman and the trapeze

1.43 – The 5-Oh

Una reborn

1.44 – Southern Lights – the new breed of Antipodean lightweights

Minor works of great masters – forgotten boats by great designers.

 
1.XX – “Now is the time to experiment” – the Contender and the new wave of singlehanders (under construction)

“We just wanted a nice little boat”; the story of the Laser

Laser lines – the shape that launched 200,000 ships

 

From fizzers to Forty Niner – the production skiff types emerge

 1.50 – What we’re sailing today, 1.0

1.51 – What we’re sailing today, 2.0 – the USA

1.52 – What we’re sailing today, 3.0 – Germany

Part 2 – Design

2.1 – The numbers game

2.2 – Shapes in the liquid: the hull of today’s performance dinghy

Other posts

The real story of Amaryllis and the first racing catamarans

Minor studies by great masters – overlooked designs by great designers.